Lifelong Learning Programme

This project has been funded with support from the European Commission.
This material reflects the views only of the author, and the Commission cannot be held responsible for any use which may be made of the information contained therein

Also available in:

"I Am Not Scared" Project

Homepage > Case Studies > Document

Case Studies

TITLE OF THE CASE STUDIES:

Nicolas: aggredito, derubato, violentato

SCENARIOS OF BULLYING EVENT::
  • Direct bullying
  • Indirect bullying
  • Cyberbullying
CAUSES OF BULLYING EVENT::
  • Ethnic-cultural differences
  • Non-especific
FACTUAL DESCRIPTION OF THE BULLYING EVENT:

Nicolas frequenta il secondo anno di un Istituto Professionale in una città di periferia. Ė inserito in una classe di medio livello, a predominanza maschile. Gladis è rumeno, trasferito in Italia da 5 anni; padre muratore, madre casalinga. Gladis diviene presto capo-branco, viene riconosciuto leader di un gruppo di 5 studenti, di cui 3 extracomunitari, ripetenti, con comportamenti inclini alla devianza. La banda di Gladis rappresenta il fenomeno del branco inteso come aggregazione patologica, dove i meccanismi di coesione rispondono al bisogno di avvallare le proprie frustrazioni, paure, ansie,grazie alla condivisione e mediante l’identificazione proiettiva. Il passaggio all’atto diviene in questi casi, atto liberatorio e catartico. Il gruppo di Gladis tenta di acquisire visibilità e di farsi attribuire dagli altri, una identità, sia pur deviante. Inizia ben presto la dinamica di aggressività di Gladis nei confronti di Nicolas, riservato, timido, fragile nei rapporti con i compagni, solitario, timido con i docenti, affetto da dislessia e da un notevole soprappeso. Nicolas è affiancato da un docente di sostegno. Nicolas appare isolato all’interno del nuovo gruppo classe, nato dalla fusione di 2 ex prime. Non stringe amicizia con alcun compagno, subisce quotidianamente offese, dileggi, scherzi pesanti, furti dopo l’intervallo. Lo zaino di Nicolas è imbrattato di caffè e cioccolato versato vandalicamente sopra i libri. Viene chiesta una “tassa” perché Nicolas possa prendere l’autobus e nel caso in cui il ragazzo non aderisca al taglieggiamento viene brutalmente picchiato e derubato. Gli episodi di violenza vengono agiti per lo più fuori dalla scuola, nel piazzale dei bus. Il branco di Gladis prende di mira anche la famiglia di Nicolas, la sera al citofono di Nicolas suona ripetutamente: sono schiamazzi, bestemmie, minacce per lui e per la sua famiglia. I genitori di Nicolas trovano una mattina l’auto danneggiata e una pigna di vetri rotti davanti casa: sporgono denuncia verso ignoti. Continuano intanto a scuola atti ripetuti di violenza criptata. Nicolas trova dei biglietti di minaccia nella tasca del giubbino, vi legge frasi ingiuriose nei confronti dei suoi genitori “ Testimoni di Geova”. Nicolas viene filmato col telefonino, durante l’ora di educazione fisica in palestra, il video è il giorno dopo in rete su YouTube e nel giro di una settimana il blog si arricchisce di frasi dileggianti e offensive. Una mattina Nicolas non è presente a scuola: manca anche Gladis. L’insegnante di sostegno telefona a casa di Nicolas e la madre si mette in allarme, in quanto assicura la docente che il figlio è uscito normalmente alle sette per prendere il solito autobus. Alla fine della giornata, dopo che i genitori di Nicolas hanno sporto denuncia di scomparsa del figlio ai carabinieri, Nicolas viene trovato da un automobilista sul bordo di una strada costeggiata da boschi: è nudo, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e in grave stato confusionale. Il branco l’aveva tenuto in ostaggio per l’intera giornata, picchiato, svestito, e costretto a mangiare pasticche. Viene ricoverato in ospedale: gli viene diagnosticato un grave trauma cranico e residuano i segni di violenza sessuale. Il branco di Gladis viene denunciato.

RESPONSE IMPLEMENTED:

L'istituto frequentato da Nicolas è una scuola professionale che presenta delle caratteristiche di studenti sempre poco motivati, soprattutto nel corso del primo biennio, allo studio. Per questo motivo nella classe di Nicolas, come le altre, fin dall'inizio dell'anno scolastico sono state attivate tutte le strategie possibili per motivare gli studenti all'apprendimento formativo, più che cognitivo. Gli insegnanti e tutta l'equipe pedagogica presente nella scuola, tra cui counsellor ed esperti dell'orientamento, di prassi attivano attività sul metodo di studio oltre che sulla convivenza civile, attraverso laboratori specifici e iniziative assegnate a docenti guida del consiglio di classe.
Nel caso specifico la parte più importante dell'azione è stata coordinata dall'insegnante di sostegno, che ha chiesto l'intervento del Dirigente Scolastico, del counsellor, il coinvolgimento della famiglia delllo studente e di tutti gli studenti coinvolti, nonchè i docenti della classe coinvolta.

IMPACT OF THE BULLYING ACTION:

La scuola professionale nel caso di specie è inserita in un contesto di periferia, in una città a forte presenza migratoria anche in ragione del fatto della richiesta di manodopera non specializzata. La motivazione degli studenti che frequentano questi istituti professionali spesso non corrisponde alle loro aspettative in quanto non sono ragazzi che mostrano attitudini particolari. Il loro curriculum scolastico spesso è caratterizzato da bocciature o da trasferimenti da una scuola all'altra. Gli studenti stranieri inoltre si sono iscritti quasi per caso, non trovando una scuola disposta ad accoglierli ad anno scolastico avviato o perchè, provenienti da famiglie straniere, non hanno valutato attentamente la scelta orientativa degli ordini di scuola inferiore. Pertanto il contesto risulta eterogeneo e gli operatori sono spesso impegnati in situazioni di criticità quotidiane.
Nicolas vive questo contesto aggravato da difficoltà personali, che giustificano la presenza dell'insegnante di sostegno, e da un contesto familiare che non favorisce la coesione sociale, ma anzi aumenta il suo isolamento.
E' un bisogno essenziale nel contesto scolastico la necessità che venga assicurata la sicurezza personale, ma il problema più forte per Nicolas è il mondo esterno alla scuola dove, fino all'episodio culminante di bullismo in cui è stato vittima, non sembrava esserci una tutela della sua debolezza. Il mondo che fino a quel momento lo ha circondata è stato un mondo distratto, che pur avendo in sè le strutture e gli strumenti per difenderlo, non ha saputo tutelarlo fino in fondo.

POINT OF VIEW OF VICTIM:

Nicolas ha vissuto i primi due mesi di scuola, nel completo isolamento sociale, non ha parlato per paura di ritorsioni, si è ritrovato tra compagni omertosi, incapaci di relazionarsi in modo pro attivo, a volte amorfi nei loro apparati emozionali.

POINT OF VIEW OF BULLYING STUDENT(S):

I componenti del gruppo non hanno preso in seria considerazione le conseguenze delle loro azioni. In molti espressioni i vari soggetti coinvolti si sono giustificati con espressioni del tipo: "era un giorco", "mi è stato chiesto di farlo", "ma cosa abbiamo fatto di male". Tutto ciò fa sicuramente pensare che la generale caduta di valori etici sociali di riferimento della nostra società trova un terreno fertile in quegli ambienti sociali caratterizzati da povertà culturali nonche sociali.



POINT OF VIEW OF OTHER STUDENTS:

Nella classe di Nicolas, difficile dal punto di vista relazionale, si stavano introducendo strategie di recupero delle capacità emotivo-relazionali: il peer-mentoring, la peer-mediation, il peer- counselling. Evidentemente l’intervento psico-pedagogico su situazioni destrutturate, destrutturati e incancrenite, va effettuato nella scuola dell’ obbligo, dove i costrutti personologici prendono forme e le ombre della devianza possono essere ricondotte e neutralizzate, aiutando i ragazzi ad acquisire un adeguato controllo emozionale, e a proiettarsi in una dimensione di motivazione all’interazione sociale.

POINT OF VIEW OF TEACHERS:

I docenti hanno fatto "squadra" attorno al caso di Nicolas. Unitamente al docente di sostegno si sono resi disponibili per attivare tutte le strategie utili al superamento di questa fase di crisi.
In primo luogo discussione guidata in classe ha portato gli studenti a riflettere sulla sofferenza e sulla diversità Sono state valorizzate alcune riflessioni sulla solidarietà anche attraverso la lettura di testi specifici. Inoltre nei confronti dei responsabili, pur nella responsabilità delle azioni commesse e nella piena condanna della violenza, sono stati avviati delle attività di cooperative learning basate sul gruppo come elemento per rafforzare le debolezze individuali e per cementare i legami in maniera positiva all'interno del gruppo classe.

POINT OF VIEW OF SCHOOL DIRECTORS:

Il Dirigente Scolastico, informato del clima della classe e dell'episodio di bullismo, è intervenuto in prima istanza convocando il consiglio di classe per deliberare le punizioni sanzionatorie previste. In particolare la sospensione di Gladis e del suo gruppo per quindici giorni dalle lezioni e la conseguente attribuzione alla fine del primo periodo di valutazione dell'insufficienza del voto in condotta.
Sono state convocate le famiglie i tutti gli studenti coinvolti, ma soprattutto i genitori della classe sono stati coinvolti in un percorso di formazione e di esternazione delle problematiche scolastiche guidate da uno psicologo messo a disposizione dalla scuola.

POINT OF VIEW OF THE PARENTS OF THE PUPILS INVOLVED:

I genitori di Nicolas si sono mostrati fin dall'inizio isolati nel loro contesto sociale e anche poco attenti rispetto alle problematiche del figlio. La situazione di Nicolas è un iceberg di tutte le problematiche educative e sociali a cui la sua famiglia deve far fronte quotidianamente. Per questo motivo la famiglia di Nicolas è stata indirizzata verso i servizi sociali del comune di residenza.
Dopo la denuncia è stato chiesta e ottenuta dalla famiglia l'assisstenza legale.
Il caso non si è ancora chiuso.

POINT OF VIEW OF THE COUNSELLOR IN THE SCHOOL:

Recenti contestualizzazioni psicoanalitiche hanno centrato l'attenzione, nel caso delle bande, sul rapporto tra agito deviante e difficoltà nel processo di definizione dell'identità e di inserimento sociale, interpretando l'atto aggressivo come un ostacolo nella realizzazione dei sogni evolutivi e' come se l'agire in gruppo esonerasse i minori dal considerarsi completamente colpevoli. La scelta di un agire di gruppo potrebbe confermare in questo senso che il minore , cosiddetto deviante, non si muove al di fuori di cornici normative ma, proprio perchè le assume come a orientamento di condotta, esplica in seguito startegie di autoesonero, volte a costruire coerenza tra ciò che intende fare e quello che ritiene possibile sotto il profilo delle attese sociali.
Nella progressiva ridefinizione dell'dentità personale, l'esperienza di gruppo è il contesto di costruzione e di rielaborazione delle competenze sociali.
Per le motivazioni sopra descritte sonostate attivate le pratiche delle peer education che trovano anche riscontro tra le azioni di contrasto del fenomeno del bullismo.

POINT OF VIEW OF POLICY MAKERS:

Il caso è stato segnalato da parte dei genitori all'autorità locale di pubblica sicurezza, che ha avviato un percorso di indagine anche sotto gli aspetti penali con il coinvolgimento dell'ufficio sociale del comune di residenza.

CONCLUSIVE DEDUCTIONS:

Gli psicologi interpretano le dinamiche del branco, riferendo che il gruppo diminuisce le inibizioni sociali, in quanto le responsabilità verrebbero diluite. Nelle “Lettere Luterane” Pisolini parlava dei giovani come di “esseri criminaloidi” definizione che ben si attaglia ai componenti del branco sopra descritto (Pisolini, 1976).

Comments about this Case Study


Date: 15.03.2012

Posted by: IRINI GIANNAKOPOULOU
Type of school: TECNICAL INSTITUTE
Country: GREECE

The case study entitled «Nicolas: assaulted, robbed, raped» seems like ours «Mary is leaving school», because in both cases the victims of bullying are not reported to any problems encountered in the classroom, while the perpetrators did not understand the consequences of their actions.
Two major differences identified in this school and on the organization of this education system is the existence of 1) Council class (class council), and 2) LSA (support teacher).
The study of this scenario, I learned that as in my own country and in others, we teachers are not ready and trained to properly deal with the phenomenon of bullying. Also, I believe that we can deal with such phenomena in the school need support from both the state and the school itself and by parents.
To address such a phenomenon harassment including almost all forms of Bullying I would suggest 1) information for teachers about the phenomenon of school bullying (bullying) through an education that is not based on theory but in practice, to assess and address the facts and will have long to help teachers become familiar with most forms of bullying and work up in their confrontation. That is, a carefully designed education with specialists from the fields of pedagogy, but also from the fields of psychology and sociology, 2) inform the pupils themselves in the phenomenon of bullying with particular emphasis on support for victims by specialized agencies. This way even if children do not want to talk to their parents or their teachers, will know that there is someone special to listen to their problem and 3) counseling for the victim and the perpetrator.
I also believe that the learning strategies developed in this school as well working together, information and support to parents after the incident, are effective methods for dealing with phenomena bullying, which should apply to schools.

I Am Not Scared Project
Copyright 2017 - This project has been funded with support from the European Commission

Webmaster: Pinzani.it