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Case Studies

TITLE OF THE CASE STUDIES:

Bullismo su Facebook

SCENARIOS OF BULLYING EVENT::
  • Cyberbullying
CAUSES OF BULLYING EVENT::
  • Non-especific
FACTUAL DESCRIPTION OF THE BULLYING EVENT:

Una ragazza di 14 anni ha creato un gruppo su Facebook per insultare pesantemente una compagna di classe, brava e studiosa. Le offese sono soprattutto parole e/o frasi che ridicolizzano comportamenti e atteggiamenti relativi alla cura del proprio corpo, alla moda e all’aspetto esteriore. I motivi di questo odio non sono particolarmente chiari.
I soggetti coinvolti sono L., l’ideatrice del gruppo su facebook, 6 studenti della stessa scuola che hanno aderito al gruppo, e P. la vittima degli insulti.
Il fatto si riferisce alla primavera del 2010 ed è accaduto in una piccola città di provincia del nord.
I ragazzi frequentavano tutti la scuola secondaria di primo grado.

RESPONSE IMPLEMENTED:

Il padre della vittima ha denunciato l’esistenza della pagina web ai carabinieri e la preside dell’istituto frequentato dai ragazzi ha sospeso per 2 giorni i sei studenti che si erano iscritti al gruppo, e all’ideatrice sono stati dati 6 giorni; inoltre, la creatrice della pagina dovrà tenere pulito il cortile della scuola per due mesi.
La preside ha organizzato incontri per la classe con psicologi e assistenti sociali. L’intento è stato quello di rendere gli studenti consapevoli della gravità degli insulti. Inoltre si è cercato di far capire che esprimersi attraverso il web rende ancora più subdolo e violento il proprio comportamento.
Il contenuto della pagina era talmente aggressivo e volgare che gli stessi gestori della pagina lo hanno rimosso. La preside ha sottolineato la sconcertante insensibilità dimostrata dalle ragazze che si sono divertite senza porsi nessun dubbio e farsi nessuna domanda.
Dopo aver fatto lavori socialmente utili la ragazza e i suoi complici sono stati obbligati alla lettura di romanzi dove accadono soprusi e violenze. Devono parlarne con i docenti e si cerca in questo caso di toccare le emozioni e di rendere più empatici questi ragazzi che probabilmente non hanno sperimentato nelle relazioni primarie emozioni positive e legami efficaci e significativi.

IMPACT OF THE BULLYING ACTION:

L’aspetto più rilevante è l’insensibilità che manifestano ragazzi e ragazze di fronte alla violenza. Ciò che ha inquietato la preside dell’istituto è stata proprio l’insensibilità delle ragazze che hanno assistito e partecipato in gruppo divertendosi con indifferenza. Potremo pensare che il disadattato di turno è sempre esistito ma immaginare un gruppo che assiste, guarda, ride, fa riflettere. E’ possibile che in nessuna di loro sia scattata una riflessione diversa? Possibile che siano sempre tutte d’accordo? Nessuna di loro ha una sensibilità diversa che fa dire: basta, stiamo esagerando?
In questo caso la preside ha dato importanza all’episodio. Non ha sottovalutato la violenza ed è intervenuta con la sospensione sanzionatoria.
I moventi non ci sono: pura violenza verbale senza senso.
La vicenda è accaduta in una città di provincia, senza apparenti situzioni sociali che aggravano il contesto relazionale del gruppo di ragazzi coinvolti. La famiglia della vittima e degli altri ragazzi è una famiglia media, con i genitori che lavorano nel settore dei pubblico impiego.
I ragazzi frequentano la stessa scuola e hanno a diversi impegni extrascolastici a seconda degli interessi sportivi e culturali. L’ambiente di provenienza delle famiglie non evidenzia particolari situazioni di disagio.

POINT OF VIEW OF VICTIM:

Una vera specialità tutta femminile è isolare e rendere la vittima trasparente inesistente, distruggendola con le calunnie. Poi anche la beffa, la vittima è accusata quasi sempre di essere stata lei ad aver causato il “tutto” perché sicuramente non ha fatto qualcosa che avrebbe dovuto fare e quindi….deve pagare!
Nel caso specifico la vittima si è rivolta ai genitori e ha chiesto aiuto confidandosi con il padre.

POINT OF VIEW OF BULLYING STUDENT(S):

Il bullismo al femminile è sicuramente molto più psicologico e fatto di parole. Se si vuole escludere una compagna con il pettegolezzo pesante si possono fare danni che lasciano molti segni a volte più potenti dei veri lividi. Le ragazze sanno essere insinuanti e con sguardi sanno dettare legge al gruppo. Spesso la leader delle bulle neanche si evidenzia con facilità, sa far lavorare le altre, manovra nell’ombra si espone poco. Un potere tutto femminile ma non meno pericoloso fatto di sotterfugi, sguardi, silenzi, insinuazioni, pettegolezzi che distruggono. Storie sospese, fatti immaginati e mai accaduti ma fatti passare per veri.

POINT OF VIEW OF OTHER STUDENTS:

La vicenda mostra che tutti i soggetti coinvolti non sono stati molto consapevoli delle varie sfaccettature del problema. Soprattutto gli studenti non hanno colto la gravità della situazione e hanno risposto alla provocazione su face book con estrema superficialità. La gravità della situazione è da attribuire alla corresponsabilità degli spettatori che in questo caso non sono stati in grado di staccarsi dal comportamento del bullo e di denunciarne la esagerazione e le conseguenze negative del fatto.

POINT OF VIEW OF TEACHERS:

La vicenda si è svolta all’esterno della scuola, i docenti ne sono venuti a conoscenza solo dopo che il fatto è stato denunciato ai carabinieri.
La scuola ha assunto in prima persona il compito di correggere i comportamenti aggressivi e violenti, con un intervento sanzionatorio prima e poi correttivo e migliorativo, portando i raggazzi/compagni di classe della vittima e del bullo a riflettere sul senso della sofferenza, guidandoli a riflettere sulle emozioni.
I docenti e il dirigente scolastico hanno agito in maniera coesa e nella direzione della cooperazione e del confronto continuo.

POINT OF VIEW OF SCHOOL DIRECTORS:

Il comportamento del dirigente scolastico, insieme a quello degli altri presidi, che sono ricorsi a sanzioni per fatti di bullismo, fa ben sperare; finalmente il mondo degli adulti inizia ad essere disposto a guardare alla generazione che ha educato, o che forse sarebbe più giusto dire che non ha educato. Si inizia a capire che vanno trovate soluzioni a questi casi di bullismo che ormai si ripetono con esagerata frequenza. I rimedi non sono né facili né immediati. Ci sono varie ipotesi di lavoro. Intanto arrivano le sanzioni costruttive ed è già un buon inizio.

POINT OF VIEW OF THE PARENTS OF THE PUPILS INVOLVED:

I genitori della vittima sono stati coinvolti in vario modo, soprattutto per rispondere alla richiesta di aiuto della vittima. I genitori degli altri ragazzi sono venuti a conoscenza del fatto solo dopo che è stata fatta la denuncia. Molti genitori non seguono i propri figli nello svolgimento dei compiti domestici e non conoscono bene l’utilizzo degli strumenti di comunicazione utilizzati dai propri figli. Il più delle volte non sono stati in grado di interventi autonomi ma sono stati invitati a prendere una posizione di corresponsabilità da parte della istituzione scolastica.

POINT OF VIEW OF THE COUNSELLOR IN THE SCHOOL:

La sospensione resta davvero poco efficace se, come fa notare lo psichiatra Luca Bernardo del Fatebenefratelli, autore del libro “il bullismo femminile”, sospendere può far sentire le ragazze fiere di aver fatto la bravata. Questo comportamento della dirigente, insieme a quello degli altri presidi, che sono ricorsi a sanzioni per fatti di bullismo, fa sperare; finalmente il mondo della scuola inizia ad essere disposto a guardare in maniera diversa alla generazione che ha educato, o che forse sarebbe più giusto dire che non ha educato. Si inizia a capire che vanno trovate soluzioni a questi casi di bullismo che ormai si ripetono con esagerata frequenza.

POINT OF VIEW OF POLICY MAKERS:

Giudici che fanno fare lavori manuali, altri che occupano i ragazzi nel volontariato, altri ancora come in Germania che hanno pensato alla lettura come pena rieducativa. Il giudice Christoph Mangelsdorf del tribunale minorile di Fulda, costatando che dopo aver fatto lavori socialmente utili i ragazzi non cambiavano li ha obbligati alla lettura di romanzi. Entro un numero preciso di giorni i ragazzi hanno dovuto leggere romanzi dove accadono soprusi e violenze. Devono parlarne con l’assistente sociale e poi devono fare un resoconto al giudice. Si cerca in questo caso di toccare le emozioni e di rendere più empatici questi ragazzi che probabilmente non hanno sperimentato nelle relazioni primarie emozioni positive e legami efficaci e significativi.
Sembrerebbe che questo esperimento abbia dato buoni risultati.

CONCLUSIVE DEDUCTIONS:

Il caso descritto mette in evidenza un fenomeno, quello del cyberbullismo, già ampiamente noto. Innanzitutto l’uso dello strumento di comunicazione da parte dei ragazzi non evidenzia i rischi e le conseguenze che ne derivano. I genitori sembrano sprovvisti di strumenti per il controllo dei figli nelle attività di svago e, dal punto di vista educativo correttivo, sembrano privi di iniziativa.
La scuola ha messo in campo una serie di strategie, il ricorso alla sanzione, le azioni di correzione e la richiesta di interventi di tipo specialistico. Il dato rassicurante è la presa in carico della società degli adulti del problema e l’esempio dell’istituto scolastico mette in evidenza come un’azione sinergica e coordinata di più forze possa far fronte ad un problema come il bullismo. La direzione della scuola si è mostrata decisa nell’affrontare l’azione correttiva con basi pedagogiche e didattiche.

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