Lifelong Learning Programme

This project has been funded with support from the European Commission.
This material reflects the views only of the author, and the Commission cannot be held responsible for any use which may be made of the information contained therein

Also available in:

"I Am Not Scared" Project

Homepage > Database > Good Practies List > Good Practice Form

Database

TITLE OF GOOD PRACTICE:

Monitoraggio – focus group

KEYWORDS:

Monitoraggio, docenti, ascolto, sviluppo di capacità comunicative, focus group

GOOD PRACTICE TYPOLOGY:

Training Course for Teachers

TARGET GROUPS:

Insegnanti, Alunni, Genitori: Teachers students parents

WORKING GROUP COORDINATING THE INITIATIVE:

cinque Direzioni didattiche: Avignana (TO), Cisterna d’Asti (Asti), Fiano (TO), Galliate (NO), Romagnano Sesia (NO), per un totale di 70 insegnanti.

COUNTRY WHERE IT TOOK PLACE:

Italia

LANGUAGE OF THE REVIEW:

Italian

DEFINITION OF TARGET GROUP:

Parents, Teachers, Young People, School Directors.

DESCRIPTION OF THE GOOD PRACTICE:

Scaletta del focus group
1. Data la definizione di bullismo, nella vostra esperienza professionale avete avuto occasione di incontrare casi di questo tipo?
a) Potete descrivere un fatto accaduto? (contesto, luoghi, attori, fatto narrato/vissuto)
b) Potete descrivere il profilo del bullo? (età, genere, aspetto, famiglia, andamento scolastico, atteggiamento verso insegnanti e tra pari, emozioni da voi osservate,…)
c) Potete descrivere il profilo della vittima? (età, genere, aspetto, famiglia, andamento scolastico, atteggiamento verso insegnanti e tra pari, emozioni da voi osservate, …)
d) Potete descrivere il profilo dei gretari e spettatori? (età, genere, aspetto, famiglia, andamento scolastico, atteggiamento verso insegnanti e tra pari, emozioni da voi osservate, …)

2. Quali azioni avete intrapreso?
a) Azione disciplinare / punitiva / contenitiva / ascolto / di responsabilizzazione?
b) Azione intrapresa a livello di team o a livello individuale? Ha dato risultati sperati?
c) In seguito all’azione, come è cambiato il comportamento del bullo?
d) In seguito all’azione, come è cambiato il comportamento della vittima?
e) In seguito all’azione, come è cambiato il comportamento degli spettatori?

3. Cosa spinge un bullo a comportarsi come tale? Cosa spinge la vittima a non ribellarsi? Il bullismo può essere considerato un normale elemento della vita scolastica?
4. In base all’esperienza vissuta quali interventi correttivi potrebbero avere effetti positivi per contrastare il bullismo? Perché potrebbe / non potrebbe funzionare?
a) Stimolare la consapevolezza dei genitori
b) Stimolare la consapevolezza degli insegnanti
c) Formare gruppi di coordinamento tra insegnanti
d) Incontri insegnanti-genitori di bulli
e) Incontri insegnanti-genitori di vittime
f) Incontri genitori di bulli – genitori di vittime
g) Ascolto delle ragioni di bulli e vittime
h) Colloqui approfonditi con bulli e vittime
i) Dibattiti in classe sul tema del bullismo
j) Aumentare la sorveglianza in classe e fuori
k) Regole di classe contro il bullismo
l) Punizione sistematica dei bulli.
m) Sensibilizzazione degli spettatori
n) Dare il messaggio “La scuola non tollera il bullismo”
o) Educazione dei bulli al rispetto delle regole
p) Educazione delle vittime all’affermazione dei propri diritti
q) Training nella gestione delle emozioni per bulli e vittime.

5. Sulla base della vostra esperienza quali sono gli indicatori che un insegnante può osservare per riconoscere un soggetto potenziale bullo o vittima?

RESULTS:

All’interno delle scuole gli insegnati sono stati scelti tra coloro che avevano avuto esperienze di bullismo nelle proprie classi. Tali risultati non possono essere considerati rappresentativi della popolazione, bensì solamente trasferiti ad altri contesti simili, laddove sussistano condizioni analoghe e vengano messe in atto opportune procedure di triangolazione dei risultati ottenuti. La tecnica usata è quella della costruzione di categorie a posteriori evidenziando, organizzando e riportando gli asserti espressi dagli insegnanti nelle interviste. Le dichiarazioni vengono espresse dal punto di vista degli insegnanti con tutti i limiti legati ad un’interpretazione data dall’esterno e non da soggetti quali le vittime, i bulli e gli spettatori. Il punto di vista dell’insegnante è comunque importante per rilevare la consapevolezza che egli ha del problema, le chiavi di lettura e le modalità da affrontare in situazioni, e di riflessione sulla propria azione.

INDICATORS:

Help-line/counseling, Parent training/meetings, Playground supervision, Teacher training, Whole-school anti-bullying policy, Information for parents.

REFERENCES TO OTHER EVALUATION:

http://www.istruzione.it

NAME OF COMPILER:

Project team

NAME OF INSTITUTION:

don Milani

ROLE:

coordinator

I Am Not Scared Project
Copyright 2017 - This project has been funded with support from the European Commission

Webmaster: Pinzani.it