Lifelong Learning Programme

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Database

TITLE OF DOCUMENT:

E’ possibile prevenire il bullismo: da bullo a leader positivo

NAME OF AUTHOR(S):

Di Mauro G.

NAME OF PUBLISHER:

Legalità, responsabilità e cittadinanza

LANGUAGE OF DOCUMENT:

Italian

LANGUAGE OF THE REVIEW:

Italian

KEYWORDS:

Offese fisiche e verbali – isolamento – comportamento del bullo – cooperazione genitori-insegnanti- prevenzione

DOCUMENT TYPOLOGY:

Report

TARGET GROUP OF PUBLICATION:

Parents, Teachers, School Directors.

SIZE OF THE PUBLICATION:

1 - 20 pages

DESCRIPTION OF CONTENTS:

Il bullismo può essere definito come un’azione che mira delibertamente a fare del male a qualcuno. Come Sharp e Smith dissero, esso è spesso persistente ed è difficile difendersi per coloro che sono le vittime. Alcune azioni offensive possono esser perpetrate a parole per esempio minacciando o insultando, altre possono essere commesse ricorrendo alla forza o al contatto fisico, per esempio picchiando, dando pugni e calci. In certi casi le azioni offensive possono essere condotte senza l’uso di parole o del contatto fisico: beffeggiando qualcuno, escludendolo intenzionalmente dal gruppo o rifiutando di esudire i suoi desideri. Il bullismo può essere pertetrato da una sola persona o da un gruppo. Parliamo di bullismo diretto quando si manifesta in attacchi aperti nei confronti della vittima e di bullismo indiretto che consiste in una forma di isolamento sociale e di una intezionale esclusione dal gruppo. La scuola è senza dubbio il luogo in cui si registra una maggiore manifestazione del fenomeno, soprattutto durante l’intervallo e nell’orario di mensa e nel tragitto scuola casa. L’unica caratteristica che sottolinea la differenza tra i due gruppi è la forza fisica: le vittime sono più deboli della maggior parte dei ragazzi. I tratti estetici non giocano un ruole predominante anche se talvolta può essere determinante in casi particolari. Secondo punto fondamentale è che la carattersitica più evidente del bullismo è quella dell’aggressività rivolta verso I compagni ma molto spesso anche verso I genitori e gli insegnanti. I bulli hanno un forte bisogno di dominare gli altri e si dimostrano spesso impulsivi. Vantano spesso la loro superiorità, si arrabbiano spesso e presentano una bassa tolleranza alla frustrazione. Manifestano difficoltà nel rispettare le regole e nel tollerare le contrarietà e i ritardi. Tentano di trarre vantaggio anche usando l’inganno. Si dimostrano abili nelle attività sportive e sanno cavarsela nelle situazioni difficili. Non presentano ansia e insicurezza. Sono caratterizzati da un modello reattivo-aggressivo che è associato – se maschi – alla forza fisica che può rendere I bulli molto popolari. I bulli hanno un atteggiamento positivo verso la violenza per ottenere i propri scopi. Il rendimento scolastico tende ad abbassarsi con l’aumentare dell’età; questo attegiamento aggressivo e prevaricatore sembra essere correlato con altri problemi come la criminalità e l’abuso di alcool e di droga. All’interno del gruppo ci possono essere anche i bulli passivi o i seguaci o i sobillatori che non partecipano attivamente agli episodi di bullismo. E’ frequente che questi ragazzi provengano da condizioni familiari educativamente inadeguate, il che potrebbe provocare una certa ostilità verso l’ambiente. Questo fatto spiegherebbe in parte la soddisfazione di vedere soffrire un amico. Oltre agli alunni, anche i genitori e gli insegnanti sono coinvolti e possono farsi carico di questi problemi promuovendo interventi tesi a costruire una cultura del rispetto e della solidarietà tra gli alunni e tra alunni e insegnanti. E’ evidente che è meglio intervenire con bambini e ragazzi immediatamente senza aspettare che si manifestino i primi sintomi, poiché questi possono trasformarsi in crisi evolutive fisiologiche. L’intervento preventivo va rivolto a tutti gli alunni e non direttamente ai bulli e alle loro vittime perché risulta più efficace agire sull’intera società. E’ inefficace l’intervento mirato sul bullo, perché il bullo non è motivato al cambiamento inquanto le sue azioni non sono percepite come un problema e queste sono un problema solo per la vittima, gli insegnanti e il contesto sociale. L’intervento diretto sulal vittima seppur efficace ai fini individuali non lo è per quanto riguarda la riduzione del fenomeno. Quella vittima cessere di essere tale e il bullo ne cercherà una nuova nel medesimo contesto. Per questo motivo è necessario un programma di intervento pluriennale di carattere preventivo e diretto al gruppo classe / scuola. Questo intervento rappresenta una opportunità di crescita per il gruppo classe che attraverso un maggiore dialogo e uan consapevolezza dei pensieri, emozioni e azioni diventerà risorsa e sostegno per la vita di ciascuno.

REVIEWER’S COMMENTS ON THE DOCUMENT:

E’ ultile sottolineare che per rendere efficace e duraturo il sistema preventivo, è necessario che gli insegnanti, gli educatori e le famiglie collaborino come modelli e come soggetti promotori di modalità adeguate di interazione, affinché l’esempio possa essere acquisito e diventare uno stile di vita per i ragazzi. Ciò diventa importante se si considera che queste competenze sociali acquisite diventano tratti fissi del carattere. Il compito degli insegnanti è quello di intervenire precocemente affinché permangono le condizioni per modificare gli atteggiamenti inadeguati. Per migliare la collaborazione con le famiglie è importante che si spieghi anche ai genitori che i loro figli possono assumere diversi atteggiamenti a seconda degli ambienti in cui si trovano. Questo è utile per prevenire la sorpresa delel famiglie nello scoprire modalità di comportamento differenti a casa e a scuola. Dall’osservazione e dalla formazione nelle competenze sociali gli stessi insegnanti possono imparare a scoprire le proprie modalità relazionali anche inaspettate. Questo può migliorare la qualità dei rapporti con le persone che li circondano, superiori, colleghi, partner e figli, aumentando la propria soddisfazione personale e professionale.

NAME OF THE REVIEWING ORGANISATION:

Don Milani

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