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Database

TITLE OF DOCUMENT:

Dal bullismo al baby killing

NAME OF AUTHOR(S):

Bramante A.

NAME OF PUBLISHER:

Legalità, responsabilità e cittadinanza

LANGUAGE OF DOCUMENT:

Italian

LANGUAGE OF THE REVIEW:

Italian

KEYWORDS:

violenza minorile – minori - young sex offenders (minori che commettono abusi sessuali) – baby killer - omicidio

DOCUMENT TYPOLOGY:

Report

TARGET GROUP OF PUBLICATION:

Parents, Teachers, Researchers, School Directors.

SIZE OF THE PUBLICATION:

1 - 20 pages

DESCRIPTION OF CONTENTS:

La Dottoressa Alessandra Bramante specializzata in Criminologia clinica presso l’Università di Torino analizza il tema del bullismo a partire dal 5° Rapporto Nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza.La rilevazione su un campione di 3800 ragazzi di età compresa tra 12 e 18 anni, evidenzia che quasi un terzo ha dichiarato che nella propria scuola si verificano frequenti atti di prepotenza da parte dei compagni e circa la metà del campione ha riferito di aver minacciato o picchiato qualcuno. Il fenomeno della violenza giovanile sta diventando troppo frequentemente argomento dei media, tanto che negli ultimi anni è stato dato risalto, forse in modo morboso, agli eventi di cronaca nera aventi come soggetti i minori come vittime, ma soprattutto come autori del reato.La delicatezza estrema dell’argomento richiede la massima concentrazione sulle modalità con le quali tali situazioni si vengono a creare: è molto importante prestare attenzione all’ambito familiare di questi ragazzi, sia autori che vittime, in quanto molto spesso è il luogo in cui gli stessi imparano ad essere violenti: i minori esposti a violenza domestica riportano le stesse conseguenze negative dei minori direttamente coinvolti. Il bullismo come atto grave comprende anche le altre forme di violenza messe in atto dai giovani, fenomeno definito dalla Comunità scientifica come “young sex offenders”: minori che commettono atti sessuali con una persona di qualsiasi età, contro la volontà di quest’ultima e con modalità che implichino aggressività, minaccia e sfruttamento.Anche se i dati rilevati sono ancora relativamente scarsi ai fini di una valutazione complessiva del fenomeno i dati ISTAT ci dicono ad esempio che nel 2001 sono stati denunciati 652 minori per reati sessuali, che sono poi i giovani colpevoli di omicidio detti “baby killing”, il cui comportamento deviato e da collegarsi a profondi malesseri personali, sono ragazzi più spesso di sesso maschile, che scelgono le loro vittime in modo ben preciso, persone che odiano o che rappresentano varie forme di odio e che fanno attivare un grave conflitto inconscio. Alla base di queste vicende di violenza è molto spesso la famiglia e le vittime sono da una parte un padre violento o poco presente, dall’altra una madre dominante o possessiva.Si conclude con l’analisi dei dati ISTAT che rileva un aumento degli omicidi volontari commessi da minori in Italia: sono stati 12 nel 2000, 24 nel 2001/2002,18 nel 2003,14 nel 2004, 27 nel 2005, 30 nel 2006, 34 nel 2007

REVIEWER’S COMMENTS ON THE DOCUMENT:

Lo sguardo su una realtà familiare che provochi situazioni così disperatamente gravi è forse il polso di quella parte della società che non vuole affrontare la fatica di guardarsi dentro e riconoscere di aver bisogno di un intervento per risolvere situazioni conflittuali che si manifestano molto spesso a più livelli e che rischiano di diventare un sistema di vita fatto di fratture che irrigidendosi distruggono l’esistenza stessa e il bullismo è proprio una di queste profonde fratture e come lo definisce Farrington “ forma di aggressione diretta o indiretta esercitata ripetutamente da parte di una persona o di un gruppo dipersone più potenti nei confronti di una persona percepita come meno potente. Le prevaricazioni sono agite con l’intenzione di fare del male”

NAME OF THE REVIEWING ORGANISATION:

Don Milani

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