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Database

TITLE OF DOCUMENT:

Bullismo: conseguenze e approcci di prevenzione nelle scuole.

NAME OF AUTHOR(S):

Mencacci C.

NAME OF PUBLISHER:

Annali della Pubblica Istruzione

LANGUAGE OF DOCUMENT:

Italian

LANGUAGE OF THE REVIEW:

Italian

KEYWORDS:

Prevenzione – intervento – suicidio – ansia e depressione –disturbo di personalità -

DOCUMENT TYPOLOGY:

Report

TARGET GROUP OF PUBLICATION:

Parents, Teachers, School Directors.

SIZE OF THE PUBLICATION:

1 - 20 pages

DESCRIPTION OF CONTENTS:

L’articolo è diviso in due parti: la prima parte tratta delle principali conseguenze psico-fisiche del bullismo, mentre la seconda si concentra sulle strategie di prevenzione. Per quanto riguarda la prima parte viene detto che un recente articolo della letteratura scientifica internazionale ha analizzato i rischi associati al bullismo dividendoli per fasce di età. Nella pre-adolescenza il bullismo si associa prevalentemente al deficit di attenzione-iperattività e allo sviluppo di sintomi depressivi e ansiosi. Nella prima età adulta, l’associazione tra bullismo e lo sviluppo di disturbi psichici è molto forte senza badare al fatto che la persona coinvolta sia un bullo, una vittima o un bullo/vittima. Sono stati inoltre indicati un aumento tra le vittime di disturbi d’ansia e depressivi, personalità disfunzionali e in ogni fascia d’età una riduzione di autostima e comportamenti fobici nei confronti dell’ambiente scolare perché la vittima spesso è costretta a cambiare scuola o ad abbandonare gli studi. Tutte le ricerche sono concordi nel dire che una delle cause del suicidio sia il bullismo. Le conseguenze non si limitano al periodo concomitante gli episodi ma possono prolungarsi nel tempo. Le vittime patiscono gli effetti negativi sul loro benessere psico-fisico persino dopo molti anni e si registra un aumento di disturbi cardio-vascolari tra soggetti vittime di bullismo. Fenomeni di sofferenza psichica sono riscontrabili anche soggetti che hanno assistito a fenomeni di bullismo pur non essendone direttamente implicati. La seconda parte parla di tre strategie per prevenire il bullismo nelle scuole come le “curriculum interventions” ovvero interventi di curriculum organizzati per promuovere un’attitudine positiva all’interno della classe e per aiutare i ragazzi a sviluppare abilità di risoluzione di conflitti sociali. La seconda strategia e la più efficace è quella chiamata “Whole school intervention” che coinvolge studenti, insegnanti, i gruppi dei pari, il personale amministrativo e ha il compito di prevedere un insieme di regole e norme accompagnate da sanzioni, training per la risoluzione dei problemi, formazione del personale docente e counselling individuale. La terza strategia è chiamata “social and behavioural skill - group intervention” focalizzata direttamente sui ragazzi con alti livelli di aggressività oppure sulle vittime del bullismo e ha lo scopo di promuovere relazioni sociali con il gruppo dei pari e di insegnare loro abilità di non risposta a situazioni e alle provocazioni.

REVIEWER’S COMMENTS ON THE DOCUMENT:

Questo articolo è particolarmente interessante perché si concentra sulle principali conseguenze a lungo temrine analizzate a seconda della fascia d‘età, tra cui l’ansia, la depressione, i disturbi di personalità e psichici, deficit d’attenzione e iperattività, fenomeno del drop out e tendenze suicide. Offre inoltre una ampia varietà di strategie pratiche da utilizzare a scuola perchè come afferma Claudio Mencacci “il bullismo è un fenomeno complesso le cui conseguenze non si estendono solamente al ragazzo colpito o all’aggressore, ma coinvolgono parimenti anche il gruppo, l’ambiente familiare e la scuola.” Tutte le istituzioni devono essere coinvolte in questo processo di lotta contro il bullismo e penso che le scuole debbano attivarsi usando le strategie di intervento suggerite in questo articolo, le quali sottrarranno molto tempo alle attività didattiche ma in compenso saranno motivo di gioia e soddisfazione atte a favorire una proficua convivenza civile. Alcuni dei principali interventi da considerare sono i seguenti: la formazione di un regolamento generale che definisca il bullo come un comportamento sbagliato ed esecrabile e che preveda la segnalazione e l’intervento di fronte a casi di bullismo, la creazione di questionari anonimi da somministrare nelle classi al fine di identificare atti di bullismo che avvengono a scuola, la creazione di un gruppo costituito da insegnanti, preside, genitori e personale amministrativo che ha il compito di monitorare il programma di prevenzione, valutarne i risultati, elaborare regole severe da affiggere nei corridoi, nominare una persona col compito di intervenire in caso di fenomeni di bullismo e redigere una lista di sanzioni da applicare al fine di punire episodi di bullismo. Accanto a questi interventi globali è inoltre utile e necessario valutare lo stato di salute psicofisica delle vittime al fine di attivare un piano di intervento specifico per eventuali patologie psichiche tese a valutare sintomi ansiosi e depressivi, il suicidio, la fobia scolare, l’isolamento e l’autostima. Se questi sinomi non venissero immediatamente monitorati, le persone sarebbero ne affette per tutta la vita.

NAME OF THE REVIEWING ORGANISATION:

Don Milani

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